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Lettere lettere di Milli85
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Sai, le lacrime vanno rispettate, e così anche i miei silenzi, e i miei anni a venire che ho scelto di non dividere con te. Non correre ogni volta nel tentativo e “presunzione” di volermele asciugare a tutti i costi. A me piace lasciarle cadere, c’ è dentro tutta la mia malinconia, ci sono anni di vita…alcuni spesi male, altri in cui io nemmeno l’ ho vissuta tutta questa vita. E poi dentro, si, spesso dentro ci sei anche tu. Voglio che scorrano via, non pretendo che finiscano lontano, ma voglio lasciarle andare e tu dovresti lasciare andare me e imparare ad accettarlo. Non me ne volere, ma vedi, io non posso inventarmi sorrisi tutti i giorni, non voglio rammendare tutti i giorni quel filo che a poco a poco si è spezzato e consumato, mi costerebbe troppa fatica e fare finta di niente sappiamo entrambi che non è la cosa giusta.
Lettere lettere di Milli85
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Mi dicevi di chiudere gli occhi, e che presto saresti tornato. E che se fino al giorno prima “eri”..poi saresti “stato”.
Ma io ho sempre avuto paura del buio, anche quando dormivo a luci accese, così li tenevo spalancati sperando bastasse questo a trattenerti. Avrei potuto toccare il tuo “fondo” in trasparenza se solo me ne avessi dato il tempo; ma dovevo immaginare che lanciarti il cuore e gli occhi addosso non sarebbe bastato per non farti svanire. E lo capivo ogni volta che provavo a ricomporti e non volevi. L’ ho capito quando non eri più tu, o forse lo eri, ma noi ci stavamo affievolendo.
Lettere lettere di Enza
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Ci si ritrova sempre più distanti, con il nulla a riempire i nostri spazi. E le parole suoneranno vuote se non sarai tu ad ascoltarle, e se mi sfiori solo da lontano tutti i ricordi si staccheranno dalla pelle, e noi scivoleremo a terra come granelli di sabbia calpestati da tante suole sconosciute in direzioni opposte. Come fanno le tempeste che all’ improvviso si portano via tutto. E non dirmi che non hai mai pensato al colore dei miei occhi, per conservarlo fra le mani ? Che le porte sono fatte per aprirsi, come i corpi per amarsi. Ed è facile che presto quei pensieri poi diventino intenzioni, quando le labbra inevitabilmente si appoggiano alle tue. No, non saranno le paure e le distanze a perderci gli sguardi, ci serve solo quella riva e la voglia di non abbattere quel ponte.
Lettere lettere di Redazione
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Se puoi vedere distrutto il lavoro di tuttta la tua vita e senza dire una parola ricominciare,

se puoi perdere i guadagni di cento partite
senza un gesto e senza un sospiro di rammarico,

se puoi essere un amante perfetto senza che l'amore ti renda pazzo,

se puoi essere forte senza cessare di essere tenero e sentendoti odiato non odiare, pure lottando e difendendoti.

Se tu sai meditare, osservare, conoscere,
senza essere uno scettico o un demolitore,
sognare senza che il sogno diventi il tuo padrone, pensare senza essere soltanto un pensatore,

se puoi essere sempre coraggioso e mai imprudente,

se tu sai essere buono e saggio senza diventare nè moralista, nè pedante.

Se puoi incontrare il Trionfo e la Disfatta e ricevere i due mentitori con fronte eguale,

se puoi conservare il tuo coraggio e il tuo sangue freddo quando tutti lo perdono.

Allora i Re, gli Dei, la Fortuna e la Vittoria saranno per sempre tuoi sommessi schiavi e, ci che vale meglio dei Re e della Gloria,

Tu sarai un uomo.
Lettere lettere di Redazione
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Un brano di Jack Folla

Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi, dopo la catastrofe, dopo la caduta, che uno dice… è finita. No. Finita mai, per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole. Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina antiuomo che ti fa la morte o la malattia. Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l’esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina hai un esame peggio che a scuola… Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà, deciderai se sei all’altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno e questo noviziato non finisce mai, e sei tu che lo fai durare. Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo, che sei terrorizzata che una storia ti tolga l’aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s’infiltri nella tua vita. Peggio, se ci rimani presa in mezzo tu, poi ci soffri come un cane. Sei stanca. C’è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenerlo stretto, e così stai coltivando la solitudine dentro casa. Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre… “io sto bene così, sto bene così, sto meglio così”… e il cielo si abbassa di un altro palmo. Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasque, in quell’uomo ci hai buttato dentro l’anima, ed è passato tanto di quel tempo e ce ne hai buttata talmente tanta, di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro allo specchio, perché non sai più chi sei diventata. Comunque sia andata, ora sei qui. E so che c’è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento. Dovunque fossi, ci stavi stretta. Nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine, ed è stata crisi. E hai pianto. Dio, quanto piangete ragazze… Avete una sorgente d’acqua nello stomaco. Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo. E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l’aria buia ti asciugasse le guance. E poi hai scavato, hai parlato… quanto parlate ragazze. Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore… “perché faccio così?”… Se lo sono chiesto tutte. E allora… vai, giù con la ruspa nella tua storia, a due, quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli, un puzzle inestricabile. Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi? E’ da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai. Perché una donna ricomincia comunque. Hai dentro un istinto che ti trascinerà sempre avanti. Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova “te”, perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa. Non puoi più essere quella di prima, prima della ruspa… Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente, innamorarsi di nuovo di se stessi o per la prima volta è come un diesel, parte piano. Bisogna insistere, ma quando va in corsa… E’ un’avventura ricostruire se stesse, la più grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende, o dal taglio dei capelli. Io ho sempre adorato donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo “sono nuova” con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo. Perché tutti devono vedere e capire… “attenti… il cantiere è aperto… stiamo lavorando per voi… ma soprattutto per noi stesse…”. Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia, per chi la incontra e per se stessa. E’ la primavera a novembre, quando meno te lo aspetti
Lettere lettere di Redazione
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Questo è per le madri che stanno alzate tutta la notte tenendo in braccio i loro bambini ammalati dicendo "è tutto a posto tesoro, la mamma è qui con te". Per quelle che stanno per ore con i loro bambini che piangono in braccio cercando di darci conforto.

Questo è per tutte le madri che vanno a lavorare con il rigurgito nei capelli, macchie di latte sulla camicia e pannolini nella loro borsetta.
Per tutte le mamme che riempiono le macchine di bimbi, fanno torte e biscotti e cuciono a mano i costumi di carnevale. E tutte le madri che NON FANNO queste cose.
Questo è per le madri che danno la luce a bambini che non vedranno mai. E quelle madri che hanno dato una casa a quei bambini. Per le madri che hanno perso i loro bambini durante quei preziosi 9 mesi e che non potranno mai vederli crescere sulla terra ma un giorno potranno ritrovare in Cielo!

Questo è per le madri che hanno collezioni d’arte di valore inestimabile appesi in cucina.

Per le madri che si sono gelate al freddo alle partite di calcio invece di guardare dal caldo dalla macchina così quando il bimbo le chiede "Mi hai visto, Mamma?" potranno dire "Certo! Non me lo sarei perso per niente al mondo !" pensandolo veramente.

Questo è per tutte le madri che danno una sculacciata disperatamente ai loro bambini al supermercato quando urlano facendo i capricci per il gelato prima di cena. E per tutte le mamme che invece contano fino a 10.

Questo è per tutte le mamme che si sono sedute con i loro figli per spiegare come nascono i bambini. E per tutte le madri che avrebbero tanto voluto farlo, ma non riescono a trovare le parole.

Questo è per tutte le mamme che fanno la fame per dare da mangiare ai loro figli.
Per tutte le madri che leggono la stessa favola due volte tutte le sere e poi lo rileggono "ancora una volta".

Questo è per tutte le madri che hanno insegnato ai loro bambini di allacciarsi le scarpe prima che iniziassero ad andare a scuola. E per tutte quelle che hanno invece optato per il velcro.

Questo è per tutte le madri che hanno insegnato ai loro figli maschi a cucinare e alle figlie come si fa a ad aggiustare un rubinetto che perde.

Questo è per tutte le madri che girano la testa automaticamente quando sentono una vocina chiamare "mamma!" in mezzo a una folla, anche se sanno che i loro figli sono a casa - o anche via all’università…

Questo è per tutte le mamme che mandano i loro figli a scuola con il mal di pancia assicurandoli che una volta a scuola staranno meglio, per poi ricevere una chiamata dall’infermeria della scuola chiedendo di venirli a prendere. Subito.
Questa è per tutte le madri di quei ragazzi che prendono la strada sbagliata e non trovano il modo di comunicare con loro.

Questo è per tutte le matrigne che hanno cresciuto i figli di altre madri donando a loro tempo, attenzione e amore.. e che non vengono apprezzate !

Per tutte le madri che si mordono le labbra fino a farle sanguinare quando le loro quattordicenni si tingono i capelli di verde.
Per le madri delle vittime delle sparatorie nelle scuole, e per le madri di chi ha sparato. Per le mamme dei sopravissuti, e le madri che guardano con orrore la TV abbracciando i loro figli che sono ritornati a casa sani e salvi.
Questo è per tutte le mamme che hanno insegnato ai loro figli di essere pacifisti ed ora pregano per i loro di tornare a casa dalla guerra sani e salvi.

Cos’è a fare una brava Madre ? La pazienza? La compassione? La determinazione? La capacità di allattare, cucinare e ricucire un bottone di una camicia nello stesso momento? O è nel loro cuore ? E’ il magone che senti quando vedi tuo figlio o figlia scomparire giù per la strada mentre va a scuola a piedi per la primissima volta? Lo scatto che ti porta dal sonno al risveglio, dal letto alla … alle 2 di notte per appoggiare una mano sul tuo bambino che dorme ? Il panico che ti viene, anni dopo, sempre alle 2 di notte quando non vedi l’ora di sentire la chiave nella serratura e sapere che è tornato a casa sano e salvo? O sentire il bisogno di correre da dovunque tu sia per abbracciare i tuoi figli quando senti che c’è stato un incidente, un incendio o un bimbo che è morto?

Le emozioni della maternità sono universali, le stesse sono per le giovani madri che barcollano fra i cambi di pannolini e mancanza di sonno… e le madri più mature che imparano a lasciarli andare.

Per le madri che lavorano e quelle che rimangono a casa.

Per le madri single e quelle sposate.

Madri con soldi, madri senza soldi.
Questo è per tutte voi.

Tenete duro.

Alla fine possiamo fare solo del nostro meglio.

Dire a loro tutti i giorni che li amiamo.

E pregare.


Fonte internet
Autore sconosciuto
Lettere lettere di Redazione
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Perché le donne sono importanti?

Sorridono quando vogliono gridare.

Cantano quando vogliono piangere

Piangono quando sono felici

Ridono quando sono nervose.

Bisticciano per quello a cui credono

Reagiscono contro l’ingiustizia

Non dicono “no” come risposta quando credono che esiste una soluzione migliore

Si privano di scarpe nuove perché i loro figli possano averle

Vano dal medico assieme ad un’amica spaventata

I loro cuori si spezzano quando un’amica muore.

Soffrono molto per la perdita di un membro della famiglia, ma manifestano una forza che loro stesse pensano di non possedere.

Loro amano incondizionatamente.

Sono felici quando festeggiano un onomastico, un ballo o un nuovo matrimonio.

Le donne hanno molto da dire e da donare

Donano compassione e ideali.

Danno aiuto morale alla sua famiglia e agli amici

Le donne fanno molto di più che donare la vita.

Donano allegria e speranza

Loro sanno che un abbraccio e un bacio possono curare un cuore deluso

Il cuore di una donna è quello che fa girare il mondo!
Lettere lettere di gobbo
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GRATIS GRATIS -

www.ilmonasteroerrante.com



Vedere la tua poesia pubblicata su un libro cartaceo, il profumo della stampa e dell’inchiostro hanno quel fascino che Internet non potrà mai raggiungere ne eguagliare. Ecco perché, anche se attraverso il web, gli amici del MonasteroErrante.com reclutano gli autori per una pubblicazione gratuita.

Lo staff vuole dare la possibilità a tutti quelli che hanno sempre sognato di pubblicare un proprio scritto...di poterlo fare.

A parlare è Badessa, una delle ideatrici del progetto: “L'invito è aperto a tutti, anche per quelli che non sanno scrivere ma che vorrebbero almeno una volta nella vita vedere un loro scritto pubblicato, l'importante è che dietro uno scritto ci sia una buona idea. Provvederà poi lo staff a dare una “sistemata” al tuo testo.”

Il progetto abbraccerà la causa del centro “Io Ho un Sogno” per la riabilitazione fisica dei figli di persone disagiate economicamente, e darà un ulteriore diffusione e sensibilizzazione verso l’idea di base di Costantino Lo Conte, “una possibilità per tutti di vivere una vita dignitosa”.

Allora per tutti gli scrittori in erba e non, è il vostro momento. Contattate gli amici del MonasteroErrante e scrivete… scrivete e scrivete!
Lettere lettere di Redazione
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Tutto quel che t'appartiene, o che da te proviene, è ricco d'una grazia favolosa:
perfino i tuoi amanti, perfino le mie lagrime.
L'invidia mia riveste d'incanti straordinari i miei rivali: essi vanno per vie negate ai mortali,
hanno cuore sapiente, cortesia d'angeli.
E le lagrime che mi fai piangere sono il mio bel diadema,
se l'amara mia stagione s'adorna del tuo sorriso.
Stupisco se ripenso che avevo tanti desideri e tanti voti da non sapere quale scegliere.
Ormai, se cade una stella a mezzo agosto, se nel tramonto marino balena il raggio verde,se a cena ho una primizia nella stagione nuova,
o m'inchino nella santa campana dell'Elevazione, non ho che un voto solo: il tuo nome, il tuo nome,
o parola che m'apri le porte del paradiso.
Nel mio cuore vanesio, da che vi regni tu, le antiche leggi del mondo son tutte rovesciate: l'orgoglio si compiace d'umiliarsi a te, la vanità si nasconde davanti alla tua gloria,
la voglia si tramuta in timido pudore,
la mia sconfitta esulta della tua vittoria,
la ricchezza è beata di farsi, per te, povera,
e peccato e perdono, ansia e riposo,
sbocciano in un fiore unico, una grande rosa doppia.
Ma la frase celeste, che la mia mente ascolta, io ridirti non so, non c'è nota o parola.
Ti dirò: tu sei tutto il mio bene, ad ogni ora, questa grazia di amarti m'è dolce compagnia.
Potesse il mio affetto consolarti come mi consola, o tu che sei la sola confidenza mia!

Lettere lettere di Redazione
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In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose
P.S. E così dimenticammo le rose
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