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Lettere lettere di Redazione
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Notte. Possa tu riposare, mentre io ardo così nel pensiero di te e non trovo più il sonno, e sono felice.
M’hai promesso di farti rivedere ancor più bello, mia bella belva bionda.
Come passerai questi giorni e queste notti? Mi senti nella mia sciarpa azzurra, speranza, grazia? Riposa, riposa.
Ci siamo meritati il miracolo. Lo vivremo tutto. E avrai tanta dolcezza anche dal dimenticarti in me, qualche
momento, dall’avermi dinanzi come qualcosa a cui la tua dedizione sia sacra, fertile e sacra. Ho tanta fede. Mi sento ancora così forte, per questo scambio del nostro sangue
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Guardo lungo il sentiero e ti vedo arrivare dalla foschia e dalla nebbia i tuoi cari pantaloni stazzonati si affrettano verso di me. Senza di te, caro, carissimo non potrei vedere, né udire, né sentire, né pensare, o vivere.
Ti amo cosi tanto e, per tutta la nostra vita, non permetterò che passiamo un’altra notte separati. Senza di te è come chiedere pietà a un temporale o uccidere la bellezza o diventare vecchi.
Ho una tale voglia di baciarti dietro sull’attaccatura dei tuoi cari capelli e sul petto – ti amo – e non posso dirti quanto.
Pensare che morirei se tu non lo sapessi – sciocco – devi tentar di capire quanto ti amo, come sono senza vita quando tu non ci sei, non posso neppure odiare queste dannate persone. Vieni in fretta. Vieni in fretta da me. Non potrei fare a meno di te neppure se tu mi odiassi e fossi coperto di piaghe come un lebbroso, se fuggissi via con un’altra donna e mi facessi morir di fame e mi picchiassi, ancora ti vorrei, lo so Amore
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Tu sei certa dunque ch’io t’amo, o celeste creatura? Oh!…si, io t’amo quanto posso amare; il mio cuore non può reggere più alla piena di tante sensazioni. Io sento la passione onnipotente dentro di me…eterna! Si io t’amo.
Io sperava da’ tuoi baci un qualche ristoro; ma io invece ardo ognor più…Il sorriso è fuggito dalle mie labbra; e la profonda malinconia che mi domina non mi lascia se non quando io ti vedo…e ti vedo venire così amorosa verso di me a farmi confessare come, ad onta di tanti mali, la vita è preziosa. Non temer dal mio canto né rimproveri, né eccessi…Io piangerò, io morirò, ma rispettando sempre la tua fama. Intanto odilo: niuna donna può vantarsi di essere stata tanto amata da me. Ho amato, è vero, ma non sapeva di poter amare tanto; i miei passati amori hanno avuto o i caratteri romanzeschi, o con qualche donna del gran mondo quei del libertinaggio; ma con tanta passione, con tanta ingenuità, con tanta verità di amore non ho amato mai.
E non amerò più! Io te lo ripeto, Tu sarai l’ultima donna ch’io amerò: e dopo di te non mi avrà che la solitudine, o la sepoltura.
Rispondimi.
Addio
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Sai, quando mi hai detto di pensare a te, mi sono vergognata di pensare a te cosi tanto, di pensare solo a te è troppo forse. Devo dirtelo? Mi sembra, sembra a me stessa, che nessun uomo sia mai stato per nessuna donna quello che tu sei per me, il pieno deve essere proporzionale al vuoto, lo sai e solo io so cosa c'era dietro l'ampio deserto senza fioritura di rose e la capacità di felicità, come un buco nero spalancato, davanti a questa argentea inondazione.
Non è meraviglioso che io viva come in un sogno, e possa sfatare, non te, ma il mio stesso fato?
Fu mai qualcuno tratto improvvisamente fuori da una cella buia e portato sul picco di una montagna, senza che gli girasse la testa e gli mancasse il cuore, come a me?
E tu mi ami di più, tu dici?
Come proverò mai cosa è per te il mio cuore. Come vedrai tu mai cosa provo?
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In questa notte nera, la corona delle tue braccia m’è come una costellazione indelebile.
Perché oggi, in quei pochi attimi di sogno, ho avuto dalle tue giovani braccia una sensazione luminosa, come se tu avessi cinto d’un fuoco bianco la mia tenerezza e la mia tristezza?
Esiste un fuoco fresco?
Non saprò mai dirti quel che provo, quel che tu mi dai.
Poco a poco, credevo di sentire la sostanza del tuo corpo cambiarsi in una specie d’amore caritatevole. Credevo di assistere a un miracolo inaudito: il frutto voluttuoso che si muta in fiore sensibile! Puoi capire?
Mai tu m’avevi preso fra le tue braccia con tanta dolcezza.
Eri una dolce piccola anima con delle labbra. Eri la bocca stessa dell’Amore che guarisce.
Vorrei che il mio grido giungesse fino a te; vorrei che il mio desiderio traversasse il lago scuro fino al tuo giardino umido… Tenterò di farti giungere questa lettera notturna.
Sarai forse contenta di stringerla sul petto o di farne il tuo guanciale
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Tante, tante cose ti vorrei dire che mi si affollano alla mente e mi gonfiano in cuore e che diventano fredde e sciocche nella carta.
Questo solo ti dico, che ti ho ancora e sempre dinanzi agli occhi, e ti accompagnano in ogni ora della tua giornata, e sento che mi manca la più cara e la miglior parte di me stesso.
Come hai fatto a prendermi così?
Quel viaggio che ho rifatto da solo, dopo averlo fatto insieme a te è stato una gran tristezza; ogni luogo, ogni pietra che abbiamo visto insieme mi ritorna dinanzi, e mi lega.
Le parole, gli atti, il tono della voce. Le parole che non dicesti e quelle che non osai dirti.
L'ombra che ti fuggiva nella fronte e gli occhi che guardavano lontano.
Ancora non mi dà pace di aver perduto questi giorni che avrei potuto passare ancora insieme a te, o vicino a te. E se non fosse la certezza di far pensare che son matto, farei il ballo del ritorno anche per un sol giorno.
Ti bacio quelle mani che mi attirano e mi tengono stretto.
Addio
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Sono stata a un concerto e ho sentito la vostra Marcia Slava. Non saprei esprimere le mie impressioni ascoltandola: una felicità pura mi ha riempito di lacrime gli occhi. Provavo una gioia indicibile all'idea che l'autore fosse in un certo senso mio, che mi appartenesse, che nessuno potesse togliermelo. Per la prima volta da quando vi conosco, ho sentito una vostra opera in un ambiente insolito. Nella sala della Nobilta', sotto un certo aspetto avverto molte rivali, sento che mi preferite molti amici. Ma lì, in quello scenario nuovo, circondata da sconosciuti, avevo la senzazione che non poteste appartenere a nessuno con la stessa pienezza con cui appartenevate a me e che nessuno potesse rivaleggiare con me. "Qui lo possiedo e lo amo"
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Volete la mia opinione sull’amore? L’amore soddisfatto è un piacevole passatempo; l’amore infelice è un dente guasto del cuore.
Grazie al cielo, noi abbiamo avuto ambedue la fortuna di non conoscere che il nome di un tal malanno.
Il mio amore per voi è una sinfonia in sol maggiore dedicata alla più bella di tutte le donne dal suo fedele adoratore
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Mio angelo, mio tutto, mio io. Solo poche parole per oggi e addirittura a matita, (con la tua). Puoi tu mutare il fatto che tu non sei tutta mia, io non sono tutto tuo? L’amore esige tutto e ben a ragione, così è di me per te, di te per me. Confido che ci vedremo presto. Se i nostri cuori fossero sempre l’uno vicino all’altro, non mi capiterebbe certo di avere simili pensieri. II mio cuore trabocca del desiderio di dirti tante cose e ci sono momenti in cui sento che la parola è inadeguata. Cerca di essere serena e sii per sempre il mio fedele unico tesoro, ii mio tutto, come io lo sono per te. Sono gli dèi che debbono provvedere, qualunque possa essere il nostro destino
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Nati sotto cieli diversi, non abbiamo nè gli stessi pensieri nè lo stesso linguaggio, abbiamo, forse, cuori che si somigliano? Lasciate che rimaniamo così, non imparate la mia lingua e io non cerchero' nella vostra, parole per cui esprimere i miei dubbi e timori. Voglio ignorare cio' che fate della vostra vita e quale parte giocate fra i vostri compagni uomini. Non voglio nemmeno sapere il vostro nome.Nascondetemi il vostro animo onde io possa sempre pensare che sia bello...
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