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Lettere lettere di Redazione
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Mi chiedi solo un semplice "si"? Una parola così piccola ma cosi' importante.
Come potrebbe un cuore colmodi amore ineffabile qual è il mio non dire questa piccola parola con tutte le sue forze? La dice e la mia anima piu' segreta non fa che bisbigliarti.
Potessi descriverti le pene del mio cuore, le molte lacrime. Forse il destino vorrà che ci rivediamo presto e allora...
Le tue proposte mi paiono rischiose,
ma un cuore innamorato non tiene conto dei pericoli!
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Per un mese sono stata qui da sola, tra un altro mese sarò partita. Sarà tutto finito. Vivo con queste tre parole dinnanzi agli occhi, giorno e notte; eppure non riesco a capirle, non significano nulla. Sarò partita, non ti vedrò più, non sentirò più la tua voce, non mi sveglierò più pensando: "Tra non so quante ore ci vedremo, terrà le mie mani tra le sue, i miei occhi spro-fonderanno nei suoi occhi...?"
Io che dominavo la vita, in realtà le vivevo a fianco, ora mi sento talmente umiliata, talmente assorta, senza più un filo di volontà e di identità! Il mio unico desiderio è stare con te, sentire le mie mani nelle tue. Se mai leggerai queste righe, ti renderai conto di quanto sei stato amato...
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Ti amo ma non ho fiducia in te. Poiché quello che stiamo vivendo non è reale, allora si tratta di un gioco. Poiché è un gioco, ci vogliono delle regole. Non voglio incontrarti più a Parigi. Né a Parigi né in qualunque altro posto ti faccia paura. Quando sono con te, voglio poterti dare la mano per strada e baciarti al ristorante altrimenti non mi interessa. Quindi ci vedremo il più lontano possibile, in altri paesi. Quando conoscerai il luogo dove incontrarci, me lo scriverai. Di’ in quale hotel scendi e dove e quando. Se posso raggiungerti, verrò. Non provare a chiamarmi, né a sapere dove mi trovo, né come vivo. Ci ho pensato, credo che sia la soluzione migliore, fare come te, vivere per conto mio amandoti molto ma da lontano. Non voglio aspettare le tue telefonate, non voglio impedirmi di innamorarmi. Perché hai ragione tu, la vita senza scrupoli è... è più conveniente. Prima non la pensavo così, ma perché no? Voglio provarci. Che ho da perdere, alla fine? Un uomo vigliacco? E da guadagnare? Ii piacere di dormire fra le tue braccia ogni tanto. Ci ho pensato e voglio provarci. Prendere o lasciare...
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Faccio tutto ciò che posso perchè il mio amore non ti disturbi,
ti guardo di nascosto,
ti sorrido quando non mi vedi.
Poso il mio sguardo e la mia anima ovunque vorrei posare i miei baci:
sui tuoi capelli, sulla tua fronte, sui tuoi occhi, sulle tue labbra,
ovunque le carezze abbiano libero accesso
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Ho forse detto che gli essere umani possono essere archiviati in categorie? Allora, se l’ho detto, lasciami fare una precisazione: non tutti gli essere umani. Tu mi sfuggi. Non riesco a classificarti, non riesco ad afferrarti. Posso indovinare, nove volte su dieci, a seconda delle circostanze, posso prevedere le reazioni, quelle nove volte su dieci, dalle parole o dai gesti, posso riconoscere le pulsazioni dei cuori. Ma al decimo tentativo rinuncio. Non ci arrivo. Tu sei il decimo tentativo.
Mai sono esistite due anime così simili e così incomprensibilmente assortite!
Possiamo andare d’accordo, a volte capita, ma quando non siamo d’accordo diventiamo estranei. Dio riderà della nostra pantomima.
L’unico sprazzo di sensatezza in tutto questo è che siamo tutti e due abbastanza generosi per capirci. Ci capiamo, ma in modi vaghi e confusi, per mezzo di deboli percezioni, perché tu sei sempre quel decimo che io non posso prevedere.
Generosità è la sola cosa che ci tiene uniti. Qualche volte siamo attraversati da un lampo, tu ed io, abbiamo quel qualcosa in comune che ci fa respirare insieme
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"Nessuno è così pazzo da preferire la guerra alla pace: in tempo di pace sono i figli a seppellire i padri; con la guerra tocca ai padri di seppellire i figli" scriveva Erodoto nel quinto secolo prima di Cristo.
La follia della guerra è tutta qui: qualche decina di ragazzi si sono svegliati ieri mattina in Iraq, e ieri sera non sono andati a letto, non ci sono più.
Hanno iniziato il grande sonno, come altri milioni di ragazzi prima di loro, in Afghanistan e in Cecenia, in Congo e in Kosovo e nei mille luoghi di violenza del nostro pianeta: sottratti alla vita non da un male incurabile ma dalla volontà e per opera di altri esseri umani.
Ogni volta che la guerra si porta via una vita umana è una sconfitta, per tutti, perché ha perso l'umanità, perché si è persa umanità.
L'umanità potrà avere un futuro solo se verrà messa al bando la guerra, se la guerra diventerà un tabù, schifoso e rivoltante per la coscienza e per la ragione
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Lasciami respirare a lungo, a lungo, l’odore dei tuoi capelli.
Se tu sapessi tutto quello che vedo! Tutto quello che sento!I tuoi capelli contengono tutto un sogno, pieno di vele e di alberature: contengono grandi mari, i cui monsoni mi portano verso climi incantevoli, dove lo spazio è più bello e più profondo, dove l’atmosfera è profumata dai frutti, dalle foglie e dalla pelle umana.
Nell’oceano della tua capigliatura, intravedo un porto brulicante di canti malinconici, di uomini vigorosi di ogni nazione e di navi di ogni forma, che intagliano le loro architetture fini e complicate su un cielo immenso dove si abbandona il calore eterno. Nelle carezze della tua capigliatura, io ritrovo i languori delle lunghe ore passate su un divano, nella camera di una bella nave, cullate dal rullio impercettibile del porto, tra i vasi da fiori e gli orcioli che rinfrescano. Quando mordicchio i tuoi capelli elastici e ribelli, mi sembra di mangiare dei ricordi
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Tu sei la mia patria perduta, tutto quello che amo e nient’altro che quello che amo.
Senza di te, non mi resta che la metà della mia anima. Le mie grida arrivano fino a te?
Quando insulterò il cielo e la terra, la notte e la tempesta, quale eco mi risponderà se non quello della mia stessa voce? La tua, vorrei tanto sentirla! Hai infierito con tale determinazione che non posso far altro che continuare a baciare il pugnale che mi ha aperto il petto e il ventre.
Sei riuscita a interessarmi più a te che non a me stesso, e non mi impedirai di portare il lutto d’una donna che non è più mia. Ah! Se potessi sperare che un giorno ancora... Quando tornerai? E chi sarai al tuo ritorno?
T’amo più di qualsiasi altra cosa al mondo, fino alla morte e all’al di là, se ne esiste uno, e anche se non esiste
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Il tuo amore è per me come la stella della sera e quella del mattino: tramonta dopo il sole e sorge prima di esso.
Come la stella polare che non tramonta mai, e intreccia sopra le nostre teste una corona eternamente viva.
Prego gli dèi che mi concedano di non veder mai oscurato il cammino della mia vita.
La prima pioggia di primavera sciuperà la nostra passeggiata: ma rinverdirà le piante, e fra poco noi potremo rallegrarci del primo vento. Non abbiamo, finora, mai goduto insieme di una così bella primavera: Dio voglia che essa non si muti in autunno
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